2 ottobre 2012

Risus abundat 2


Spettabile United 1861,
sono il giovane copywriter che per venire a lavorare per Lei farebbe sempre qualsiasi cosa ma che adesso ci ha un po' le palle che gli girano, senza offesa.

Dopo averLe proposto tempo fa un tot di belle altre situations di paradosso per farLe vedere che anch'io coll'humor ci marcio abbastanza, adesso mi esce la caduta dal pero e io rimango lì come un cucù, anzi, come un pirla.



Sì, okay, mi sono scompisciato anche stavolta (anche per il costume e l'aspetto stunt della faccenda) però ho anche pensato che le mie idee erano perlomeno all'altezza di queste, cazzo forse anche meglio.

Cioè...per il costume da pera "sono caduta dal pero" è più bello del mio "sono caduta dalle nuvole",okay, lo ammetto... ma dove li mettiamo "ho perso la testa" e "gli ho parlato col cuore in mano" (per non parlare di "mi sono cagato sotto")?

Vabé, lasciamo perdere, io sono uno tosto,la sfida continua e  voglio lasciarvi a bocca aperta (ahahahaha, comincio subito!)e farvi accorgere di me per uno stage!
Ecco le mie nuove idee supercreative:


  • Mi sono fatto in quattro
  • Ho perso la faccia
  • Gliele ho cantate chiare
  • Ho fatto saltare il banco
  • Ho la coda di paglia
  • Ho le fette di salame sugli occhi
  • Ho un diavolo per capello
  • Sono andato a letto con le galline
  • Sono rimasto con un palmo di naso
  • Ho le braccine corte
  • Sono bagnato come un pulcino
  • E' stato un colpo di fulmine
  • Ho fatto l'indiano
  • Sono finito dalla padella alla brace
  • Sono finito dalle stelle alle stalle
  • Volevo tenere due piedi in una scarpa
  • Gliene ho dette quattro
  • Sono un pezzo di pane
  • Cerco il pelo nell'uovo
  • Ho ingoiato il rospo
  • Mi è venuto il latte alle ginocchia
  • Me la sono legata al dito
  • Ci ho messo una pietra sopra
  • Ho buttato il cuore oltre l'ostacolo
  • Mi ha messo una pulce nell'orecchio
  • Mi sono messo nei suoi panni
  • E' stato un calvario
  • Piangevo come una fontana
  • Mi sono mangiato il fegato
  • Mi sono mangiato le mani
  • Abbiamo rotto il ghiaccio
  • Stai spaccando il capello in quattro
  • Ho sudato sette camicie
  • Mi hanno tirato un bidone

Mica male, eh? Stage?



25 settembre 2012

Che barba, che noia, che barba.

Che barba, che noia, che barba, come diceva la Mondaini. Lo dissi e lo ripeto.
La mediocrità regna sovrana e pialla con il suo conformismo qualsiasi picco, anche verso il basso, privandoci del gusto perverso della vera porcata d'autore e annegando il tutto in un mare di noia totale, in cui non possiamo fare a meno di ritrovarci a ripensare con nostalgia ai momenti d'oro del Porkfolio D'Oro, del Concorsone Danone, della Glassa Ponti e della tante altre sincere dimostrazioni di quello che un pubblicitario non dovrebbe fare per poter dormire sonni tranquilli senza che la sua coscienza si presenti ogni notte per fargli un doveroso gavettone di piscio di mulo, stile naja negli alpini.
Perdipiù, il Signor Giovanardi non è più Ministro, cosa che gli impedisce di continuare a deliziarci con i frutti della sua creatività.

Sono tempi terribili. 
Per salutare degnamente un'estate già finita occorre ripescare una chicca del 2011, passata ingiustamente inosservata ai più. L'orrore non è immediatamente percettibile, ma cresce in modo impressionante di secondo in secondo. Tutto parte da un tentativo di posizionamento di rara follia, e dopo aver attraversato un mare di stereotipi di vario genere, un effetto vetusto e una demo becera, finisce lietamente in una nuova amicizia. 
Per la pessima qualità del file mi scuso io, per quella dello spot rivolgersi alla McCann Erickson. Sì, proprio quella.


24 luglio 2012

Nel frattempo


2012: a Ginevra, nei laboratori del CERN, il Large Hadron Collider, l'acceleratore di particelle più grande del mondo, accerta l'esistenza del bosone di Higgs, soprannominato  "la particella di dio", l’anello mancante della fisica che spiega l’origine di tutta la materia nota nell’universo. 
Nel frattempo, a Milano, nell'open space della 1861 United, qualcuno intuisce l'idea vincente per nuovo spot Vodafone: il Tuca Tuca di Raffaella Carrà.






4 giugno 2012

La scoperta del Fattore C


- Ma come, veramente non sai nulla del Fattore C? - mi fa un amico collega l'altro ieri.
- No. Che cos'é? -
- Aaah, adesso capisco il porkfolio e tutte le menate che ti fai ancora...-

E dopo questo bell'incipit, l'amico collega ha iniziato a spiegare al basito sottoscritto la faccenda di questo Fattore C, ovvero il frutto di uno studio segreto commissionato più di dieci anni fa dalle agenzie di pubblicità italiane, i cui sorprendenti risultati hanno condizionato e condizionano la comunicazione nostrana.
Per farla breve: contrariamente a quanto si era sempre pensato, più la pubblicità di un prodotto appare stupida e irritante e più funziona a livello inconscio. Per un meccanismo ancora oggetto di studio, a quanto pare in grado di prendere per il culo un preciso target di cellule cerebrali, la stessa persona che oggi strizza infastidita il telecomando per cambiare canale borbottando - ma mi prendi per pirla? - il giorno dopo ha buone probabilità di ritrovarsi nel carrello della spesa proprio il prodotto in questione. 

Dire che mi sono sentito un coglione (a proposito, la C del fattore è quella) non spiega bene: era ed è tutto perfettamente voluto e calcolato. 
Tutto, a cominciare da questo pacchetto di spot (regia dell'impareggiabile maestro dell'umorismo pubblicitario Luca MInieroper i prodotti Misura, che sicuramente stanno vendendo moltissimo. Anzi, di più.










1 giugno 2012

Cold case

Il crimine risale all'incirca a due anni fa. Ma non per questo va dimenticato, anche perché in questi giorni ha avuto la sfacciataggine di mostrarsi nuovamente in tv. Gli autori dell'efferato spot, uno di un'agghiacciante serie di tre, sono ancora a piede libero e probabilmente agiscono ancora all'interno dell'organizzazione chiamata "Made in Italy", che opera a Roma. Non ci resta che sperare che a seguito di questa segnalazione si intensifichino gli sforzi per assicurarli alla giustizia.