25 gennaio 2011

Grazie, Maestro.


Quando nelle anguste stanze della pubblicità italiana l'aria viziata, satura di conformismo e mediocrità, si fa davvero irrespirabile, ecco che puntualmente Lui spalanca le finestre e una ventata di salubre, fresca creatività torna finalmente a riempirci i polmoni.
Un'altra volta ancora non possiamo che ringraziare il Maestro Toscani per averci riportato al senso più profondo e più bello del nostro lavoro con questa geniale campagna, ideata per l'Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani,
un gioiello che ogni creativo degno di questo nome vorrebbe avere nel suo portfolio.

"Ho cercato di mettere insieme le vere virtù che appartengono all'Italia e che sono la nostra vera ricchezza, gusto e bellezza" afferma il Maestro, sorprendendoci ancora una volta con l'apparente semplicità delle sue intuizioni, purtroppo negate a noi che geni non siamo.









17 gennaio 2011

Il buco nel porkfolio



C'è un buco nel porkfolio e la cosa è piuttosto disdicevole.
Da quando questo blog ha aperto i battenti, quasi cinque mesi fa, non un comunicato radio ha avuto il disonore di entrarvi. Sarebbe bello pensare che il motivo di questa assenza fosse dovuto a una superiorità qualitativa del mezzo radio rispetto agli altri, ma purtroppo non è così. Molto più semplicemente, per le mie personali abitudini, vengo raggiunto solo di rado dalla fuffa pubblicitaria radiofonica, che non solo esiste, ma è anche numerosa e prolifica. Inoltre, a differenza di quanto succede per la tv, il web non aiuta granché nelle indagini. Per questo vorrei fare un appello ai miei gentili lettori, invitandoli a segnalarmi le malefatte in FM, se non addirittura ad inviarmi i relativi file audio. Trascurare la radio è profondamente ingiusto: aiutatemi a rimediare, per favore. Grazie.

11 gennaio 2011

Quiz della verità

 Osservare bene e rispondere alle domande




  • 1) Nascerà mai qualcuno così intelligente da mettere sugli scaffali anche la concorrenza?
  •  2) Quanti tappeti rossi abbiamo già visto stendere davanti a chi si distingue?
  •  3) Quanti finti bodyguard con l'aria da finti bodyguard sono stati sinora utilizzati in pubblicità?
  •  4) Cosa c'entra la verità in tutta questa storia?



23 dicembre 2010

Siamo in mutande. Auguri.

Alé, pure il 2010 sta per finire di consumarsi davanti ai capponi, le lenticchie, le gioie dei bimbi e le spaventose tristezze di chi non ha il fisico per reggere alla felicità natalizia.
In questi giorni, a noi vecchi, cominciando dal Presidente della Repubblica, piace fare gli auguri tirando le somme del presente che ci meritiamo.
Per gli auguri di Porkfolio ho voluto scegliere un'immagine emblematica, rappresentativa dei tempi che viviamo, di cui la pubblicità, che le piaccia o meno, resta uno degli specchi più affidabili.

Tempi in cui le città si riempiono allegramente di poster nei quali tale Christophe Le Friant (nome d'arte Bob Sinclar), famoso disc-jockey francese dall'espressione un po' sfigata (non scrivo dj perché ritengo che l'acronimo tenda a nobilitare la figura professionale) spalanca il suo giubbotto di pelle per mostrare la perfezione dei suoi addominali e la prepotenza del suo gallico pacco, contenuto in un paio di braghette rosse da veglione tamarro sulle quali sta simpaticamente scritto "SEX INSTRUCTOR First Lesson Free". Marca Yamamay.

Tempi in cui chi pensava che la parità dei sessi si poteva raggiungere a cominciare dal progressivo abbandono dell'utilizzo della famosa donna-oggetto ha potuto invece assistere a un livellamento in senso vizioso anziché virtuoso. In poche parole, non solo le donne non hanno smesso di mostrare culo e tette, anzi, ma hanno cominciato a farlo anche gli uomini.
In compenso, la donna continua a contare una beata minchia, anche se ora le è permesso di commentare pubblicamente i culi degli uomini come al bar sport. 

Accompagnati dalle spensierate note delle hit della zoccoletta italoamericana del look versione 2.0, in questi tempi ci si può accorgere senza un grosso sforzo che la volgarità, nella sua accezione più ampia, ci sta ricoprendo come una glassa che del cioccolato ha solo il colore, e che a voler praticare il pudore, nella sua accezione più ampia, ci si ritrova in compagnia di quattro gatti pasdaran fulminati da dio.
Ma tant'è.


Tanti auguri a tutti per tutto. E che Babbo Natale ce la mandi buona.




15 dicembre 2010

Ma xché?

Quando la pubblicità vuole parlare ai giovani, quasi sempre finisce per fare la stessa brillante figura del cinquantenne che si palesa alla festa del figlio con i jeans calati a metà culo dicendo - Ué, raga, c'è movimento? -.

E' un classico dell'incomunicabilità intergenerazionale, una cacca facilissima da pestare a tutta suola anche  per chi di mestiere fa, o dovrebbe fare, il comunicatore.
Questo perché è molto comodo pensare che per essere accettati dai giovani sia sufficiente esprimersi attraverso quello che si pensa essere il loro linguaggio (come se ce ne fosse uno solo e ufficiale) mettendo insieme quattro luoghi comuni a buon mercato, senza rendersi conto di come il tutto suoni falso e di conseguenza odioso.

Il cosiddetto gergo giovanile, anche nella versione più aggiornata, nel momento in cui esce dalla bocca costellata di corone e impianti di chi giovane non è più da un pezzo diventa immediatamente obsoleto e insignificante. Soprattutto se finalizzato alla paternale della campagna sociale governativa o paragovernativa, quella che vuole convincere i giovani a non fumare, non drogarsi, non ubriacarsi e non andare a schiantarsi in macchina alterati dai suddetti vizi.
Sacrosanti quanto difficili insegnamenti, doverosi da parte del mondo adulto, che perdono di ogni credibilità quando l'adulto pensa di potersi trasformare in un tuo coetaneo per impartirteli da amico simpatico, illudendosi che tu ti beva la commedia. 
E malgrado sia palese che riuscirà a convincere soltanto chi già non aveva intenzione di fumare, drogarsi, ubriacarsi e schiantarsi in macchina, insiste in questa parte e ci prova a scadenze quasi regolari.

Adesso è venuto il turno della campagna contro il fumo promossa dal Comune di Milano in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi, ideata dalla premiata ditta Casiraghi&Greco.
In questo caso, probabilmente grazie a estenuanti sessioni di brainstorming, gli adulti giungono a una geniale intuizione sul linguaggio giovanile del momento: i giovani d'oggi si esprimono con gli emoticons e gli sms. 
Ergo anche noi adottiamo con simpatia quel linguaggio (senza parolacce, però, che non bisogna dare il cattivo esempio) e rafforziamo il tutto con qualche dato di ricerca e una toccante frase dell'Assessore alla Salute Gianpaolo Landi di Chiavenna che, si sa, ha sui giovani più o meno lo stesso ascendente di Vasco.
 

Voilà.
Il risultato è una multisoggetto di ben ventidue poster, uno più spiritoso dell'altro. Proprio per questo non sono riuscito a fare una selezione e li ho pubblicati tutti.

Buon divertimento.