Visualizzazione post con etichetta Giovanardi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giovanardi. Mostra tutti i post

25 settembre 2012

Che barba, che noia, che barba.

Che barba, che noia, che barba, come diceva la Mondaini. Lo dissi e lo ripeto.
La mediocrità regna sovrana e pialla con il suo conformismo qualsiasi picco, anche verso il basso, privandoci del gusto perverso della vera porcata d'autore e annegando il tutto in un mare di noia totale, in cui non possiamo fare a meno di ritrovarci a ripensare con nostalgia ai momenti d'oro del Porkfolio D'Oro, del Concorsone Danone, della Glassa Ponti e della tante altre sincere dimostrazioni di quello che un pubblicitario non dovrebbe fare per poter dormire sonni tranquilli senza che la sua coscienza si presenti ogni notte per fargli un doveroso gavettone di piscio di mulo, stile naja negli alpini.
Perdipiù, il Signor Giovanardi non è più Ministro, cosa che gli impedisce di continuare a deliziarci con i frutti della sua creatività.

Sono tempi terribili. 
Per salutare degnamente un'estate già finita occorre ripescare una chicca del 2011, passata ingiustamente inosservata ai più. L'orrore non è immediatamente percettibile, ma cresce in modo impressionante di secondo in secondo. Tutto parte da un tentativo di posizionamento di rara follia, e dopo aver attraversato un mare di stereotipi di vario genere, un effetto vetusto e una demo becera, finisce lietamente in una nuova amicizia. 
Per la pessima qualità del file mi scuso io, per quella dello spot rivolgersi alla McCann Erickson. Sì, proprio quella.


7 marzo 2011

Che i porci mi perdonino

Quando ho aperto questo blog, tra le poche ma buone regole che mi sono dato c'era quella di considerare soltanto le malefatte degli addetti ai lavori degni di questo nome, soprattutto se di buona famiglia professionale. Perché ritengo che il buon esempio debba venire dall'alto, e chi più in alto sta più responsabilità ha.
Come faceva la mia prof di lettere delle medie, la quale pretendeva molto di più da chi a casa era seguito rispetto a chi invece era abbandonato a se stesso.
Questo è il motivo per cui non troverete in Porkfolio gli spot dei libri di Marra o simili gioielli d'orrore dilettantesco.

Oggi però devo concedermi un'eccezione, in ragione di un'incazzatura profonda che non posso smaltire privatamente. Perché se solitamente i dilettanti allo sbaraglio fanno quasi tenerezza, quando a vestirne i panni sono ministri e ministeri alle prese con temi delicati come il consumo di droghe il travaso di bile è automatico. Di fronte a tanta presunzione e arroganza, provincialismo e ignoranza, non riesco nemmeno a fare dell'ironia. Non è più questione di gusti né di idee: è solo una terribile fotografia, una delle innumerevoli che ogni giorno si possono scattare in questo paese, della nostra discarica cuturale che cresce a vista d'occhio e che versa fetido percolato su di noi.

Il video che segue è quello relativo alla presentazione ufficiale dello spot (presente al suo interno per tre volte). Il mio consiglio è di resistere fino alla fine. Del video, tanto per cominciare.