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18 gennaio 2012

VOTA IL PORKFOLIO D'ORO 2012


Dove c'è di mezzo la pubblicità ci sono di mezzo anche i premi. Pensati generalmente per premiare i lavori migliori, riescono a premiare contemporaneamente gli istinti peggiori della categoria, dando modo ai suoi rappresentanti più autorevoli di innescare interminabili polemiche in stile condominio di un certo livello.
I premi piacciono, questo è certo. Aggiungerne uno nuovo alla lista è sempre cosa gradita, soprattutto se non è necessario iscrivere i lavori e men che meno pagare per iscriverli o per vincere qualcosa. Così è nato il Porkfolio D'Oro, il premio destinato al peggio del peggio.
Dopo estenuanti riunioni con se stesso, passate a visionare tutto il materiale entrato in Porkfolio dal momento della sua nascita e a cercare un'intesa comune, il proboviro Pedraz ha selezionato i 20 lavori a suo giudizio più meritevoli, una short list da sottoporre al voto popolare.
Nessuna distinzione di categorie o di mezzi, perché al peggio, si sa, non piacciono i limiti.
Votate, avete tempo fino al 31 gennaio.


Qui potete vedere la short list.
  1. Wudy Aia                                                            DDB
  2. Glassa Ponti                                                        Armando Testa
  3. Daikin Emura                                                      Armando Testa
  4. Danone Concorsone                                             Young & Rubicam
  5. Campagna sicurezza - Ministero del Lavoro           Acciari Consulting
  6. Tonno Nostromo "Nettuno"                                   Max Information
  7. Nivea For Man                                                     Draft FCB
  8. Insalata Bonduelle                                               Red Cell
  9. Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani          Oliviero Toscani
  10. Cinture di sicurezza - Ministero dei Trasporti         Leo Burnett
  11. Moment molli                                                      Armando Testa
  12. Aperol Spritz                                                       BCube
  13. Euronics "Leoncina"                                              Max Information
  14. Lancia Ypsilon                                                     Armando Testa
  15. Simmenthal                                                         JWT
  16. Caffè Borghetti                                                   Orange 021
  17. Limoncetta                                                         Cernuto Pizzigoni & P.
  18. Tre                                                                     Brand Portal
  19. Vodafone + "anziani"                                            1981United
  20. Amaro Montenegro                                               Mario Labella & P.

E qui potete dare il vostro voto (uno).
  
pollcode.com free polls 

7 febbraio 2011

Il sociale de noantri

Chissà perché, ogni volta che mi capita di vedere una campagna sociale promossa da un Qualunque Ministero Di Casa Nostra, non posso fare a meno di pensare a una vecchia canzone di Graham Nash intitolata King Midas in reverse. Anche se nel caso del Re Mida di Nash "everything around him turns to dust" mentre invece la comunicazione del nostro governo turns in ben più solida sostanza, il meccanismo di trasformazione automatica è lo stesso. L'ho già detto ma lo ridico. Prendi un tema dei più appetibili per qualunque creativo come una campagna per l'uso delle cinture di sicurezza: all'estero è già mezzo biglietto per la croisette in tasca, qui è  l'ingresso garantito in porkfolio.

Interrogarsi sulle cause e dire che ogni governo ha la comunicazione che si merita è troppo facile, bisogna aggiungere almeno che ogni agenzia ha la coscienza che si merita e quasi nessuna sembra seriamente preoccupata per un eventuale giorno del giudizio.
Personalmente, una preoccupazione ce l'ho, e non è certamente quella data dalla certezza che la Leo Burnett non andrà a Cannes per questo film (per la regia di Brando De Sica, un nome che trasuda cinema), ma dal consistente sospetto che uno spot così, al di là della sua incresciosa sciatteria, non serva assolutamente a nulla. 
Mi chiedo infatti quante cinture in più verranno allacciate perché ce l'ha detto bonariamente Gigi Proietti nei panni del vigile/mandrake sul set di un finto film e ribadito nella finta realtà del finto fuori set. 
Ma forse sottovaluto l'immortale fascino della comunicazione sociale de noantri, dove il testimone simpatico ti fa il rimbrotto e siamo a posto così. Poi tutti da Perilli per una pajata. Massì...checcefrega, annoi?



7 settembre 2010

Ritorno al mono origine



Una volta, nel mercato del caffè italiano, c'erano solo le miscele. Un po' di questo, po' di quello e un po' di quell'altro, per trovare il cosiddetto gusto equilibrato che piace un po' a tutti . Da qualche anno, sono comparsi i caffè mono origine, altresì detti puri, composti al cento per cento da un solo tipo di specie, per il cento per cento di quel gusto. Roba da palati raffinati.

Non so se l'accoppiata d'eccellenza Tim - Leo Burnett abbia tratto ispirazione dalle tendenze del mercato del caffè, fatto sta che ha deciso di sorprenderci con un ritorno in grande stile della pubblicità mono origine, quella che ha fatto la storia dei calendari dei gommisti, quella composta al cento per cento da pura sgnacchera, senza altri ingredienti aggiunti.

La forza dell'idea creativa sta infatti nell'aver voluto rinunciare completamente, senza ipocrisie di sorta, senza le pastoie di un'idea, si direbbe con orgoglio, a tutto quanto non trovi un'immediata eco nei corpi cavernosi del target, con buona pace dei genitori del Moige.

 

Questo straordinario esempio di cinema pubblicitario trova nella famosa isolana Belén Rodriguez un'interprete semplicemente perfetta, capace di calarsi così a fondo nel difficilissimo ruolo dell'escort bisognosa d'affetto da creare nello spettatore l'illusione di trovarsi realmente davanti a un'escort bisognosa d'affetto. Nulla, nei suoi trenta secondi d'intensa recitazione, viene lasciato al caso: dal sinuoso sollevarsi dal lettino all'incedere felino con lo slip rimboccato tra le chiappe, dalla languida rinfrescata a bordo piscina alla drammatica immersione suicida, tutto concorre alla costruzione di una tensione erotica di rara grandezza, possibile solo quando alle spalle c'è davvero il mestiere.

Sarebbe però ingiusto trascurare i meriti della colonna sonora, che contribuisce non poco alla perfezione di questo piccolo (ma sia chiaro, soltanto in termini di durata) capolavoro.
La raffinatezza della melodia accompagna lo scorrere delle straordinarie immagini con squisito garbo, ma sono forse le parole, con la loro profondità, a toccarci di dentro:

"Rah, rah, ah ah ah,
Roma, roma, ma,
Gaga, ooh la la!"

Roba da palati raffinati, come s'è detto.