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25 settembre 2012

Che barba, che noia, che barba.

Che barba, che noia, che barba, come diceva la Mondaini. Lo dissi e lo ripeto.
La mediocrità regna sovrana e pialla con il suo conformismo qualsiasi picco, anche verso il basso, privandoci del gusto perverso della vera porcata d'autore e annegando il tutto in un mare di noia totale, in cui non possiamo fare a meno di ritrovarci a ripensare con nostalgia ai momenti d'oro del Porkfolio D'Oro, del Concorsone Danone, della Glassa Ponti e della tante altre sincere dimostrazioni di quello che un pubblicitario non dovrebbe fare per poter dormire sonni tranquilli senza che la sua coscienza si presenti ogni notte per fargli un doveroso gavettone di piscio di mulo, stile naja negli alpini.
Perdipiù, il Signor Giovanardi non è più Ministro, cosa che gli impedisce di continuare a deliziarci con i frutti della sua creatività.

Sono tempi terribili. 
Per salutare degnamente un'estate già finita occorre ripescare una chicca del 2011, passata ingiustamente inosservata ai più. L'orrore non è immediatamente percettibile, ma cresce in modo impressionante di secondo in secondo. Tutto parte da un tentativo di posizionamento di rara follia, e dopo aver attraversato un mare di stereotipi di vario genere, un effetto vetusto e una demo becera, finisce lietamente in una nuova amicizia. 
Per la pessima qualità del file mi scuso io, per quella dello spot rivolgersi alla McCann Erickson. Sì, proprio quella.


18 gennaio 2012

VOTA IL PORKFOLIO D'ORO 2012


Dove c'è di mezzo la pubblicità ci sono di mezzo anche i premi. Pensati generalmente per premiare i lavori migliori, riescono a premiare contemporaneamente gli istinti peggiori della categoria, dando modo ai suoi rappresentanti più autorevoli di innescare interminabili polemiche in stile condominio di un certo livello.
I premi piacciono, questo è certo. Aggiungerne uno nuovo alla lista è sempre cosa gradita, soprattutto se non è necessario iscrivere i lavori e men che meno pagare per iscriverli o per vincere qualcosa. Così è nato il Porkfolio D'Oro, il premio destinato al peggio del peggio.
Dopo estenuanti riunioni con se stesso, passate a visionare tutto il materiale entrato in Porkfolio dal momento della sua nascita e a cercare un'intesa comune, il proboviro Pedraz ha selezionato i 20 lavori a suo giudizio più meritevoli, una short list da sottoporre al voto popolare.
Nessuna distinzione di categorie o di mezzi, perché al peggio, si sa, non piacciono i limiti.
Votate, avete tempo fino al 31 gennaio.


Qui potete vedere la short list.
  1. Wudy Aia                                                            DDB
  2. Glassa Ponti                                                        Armando Testa
  3. Daikin Emura                                                      Armando Testa
  4. Danone Concorsone                                             Young & Rubicam
  5. Campagna sicurezza - Ministero del Lavoro           Acciari Consulting
  6. Tonno Nostromo "Nettuno"                                   Max Information
  7. Nivea For Man                                                     Draft FCB
  8. Insalata Bonduelle                                               Red Cell
  9. Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani          Oliviero Toscani
  10. Cinture di sicurezza - Ministero dei Trasporti         Leo Burnett
  11. Moment molli                                                      Armando Testa
  12. Aperol Spritz                                                       BCube
  13. Euronics "Leoncina"                                              Max Information
  14. Lancia Ypsilon                                                     Armando Testa
  15. Simmenthal                                                         JWT
  16. Caffè Borghetti                                                   Orange 021
  17. Limoncetta                                                         Cernuto Pizzigoni & P.
  18. Tre                                                                     Brand Portal
  19. Vodafone + "anziani"                                            1981United
  20. Amaro Montenegro                                               Mario Labella & P.

E qui potete dare il vostro voto (uno).
  
pollcode.com free polls 

30 maggio 2011

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E poi arriva il giorno in cui qualunque parola diventa inutile, e nemmeno lo sberleffo s'abbassa a tanto. Young & Rubicam fecit.


9 dicembre 2010

Gli effetti della restaurazione democratica


In fondo, le campagne pubblicitarie sono un po' come i governi: ce n'è di storiche, che resistono imperterrite negli anni con minimi aggiustamenti come vecchie balene democristiane, e ce n'è che durano un niente malgrado sembrava dovessero rappresentare l'alternativa  per il futuro. Ci sono campagne rivoluzionarie e campagne conservatrici. Ci sono dittature di prodotto che soffocano nel sangue qualunque moto creativo e ci sono esperimenti velleitari di sedicente libera creatività.

In questi giorni, nel tradizionale anch'io-anch'io della pianificazione panettonara, ha fatto la sua comparsa uno spot firmato Young & Rubicam che di per sé, nella sua piatta correttezza, non meriterebbe più di altri di entrare in questo porkfolio. Eppure l'ho voluto premiare con un ingresso in quanto  perfetto esempio di campagna di restaurazione democratica.

Come mettere la parola fine  ai governi degli ultimi anni e all'ingombrante eredità di format  superati? Ovvio: con la democrazia, prima e ultima spiaggia dello spot alimentare, dove demo non si riferisce al popolo ma prosegue in nstration. Il vuoto  totale di proposta politica, di idee, si riempie così con gli ingredienti del prodotto (i principali, s'intende: ancora non s'è vista un'appetitosa colata al ralenty di conservanti, addensanti, emulsionanti e coloranti) che danzano al ritmo delle ultime apposite tecnologie.


È lì che sta la porcata, nella più completa, deprimente rinuncia a una qualunque idea creativa, probabilmente frutto di un simile perverso ragionamento: - Ho spazi risicati da 15 e 20 secondi nel mezzo della ressa dei concorrenti: vuoi che li butti via cercando di farmi notare per l'originalità del messaggio? Mica sono scemo: punto tutto sulla qualità degli ingredienti e l'esperienza del marchio. Come fanno tutti.
Ecco allora che, all'insegna della massima differenziazione dai concorrenti, "La magia del Natale è nell'aria...miele splendente, mandorle e nocciole croccanti e un abbraccio di cioccolato...Natale Sperlari, la magia continua". 

L'unica vera magia di questa storia è un salto nel passato a ventidue natali fa. Correva l'anno 1988, e lo spot natalizio Sperlari era questo.
 
 




23 novembre 2010

Un po' più...un po' più...

Confesso che ho sempre avuto un debole per questa campagna, ed è stato un piacere ritrovarla in onda alcune sere fa e poterne apprezzare ancora una volta tutta la carica di dirompente simpatia che la contraddistingue.  Mi piace anche perché è un buon esempio di quel tipo di campagna che più contribuisce a far detestare i pubblicitari presso il popolo televisivo, quella che ha come immediata reazione il classico: - Ma ci prendono per deficienti? -.  
Una domanda di un certo peso, alla quale mi sento di rispondere: "no", e non per difendere le intenzioni della categoria a cui mi dolgo di appartenere, quanto perché sono certo che in questi casi l'unico quoziente intellettivo determinante non è quello appartenente al pubblico.

Quindi è meglio non farne un fatto personale, e godersi questi gioiellini della creatività Young & Rubicam, grande agenzia che, come già ebbi modo di dire, ricordavo un po' più...un po' più...





10 settembre 2010

Danone No Limits

Quand'ero giovane, cioè un'esagerazione fa, la pregiatissima Young & Rubicam era una delle prime quattro o cinque agenzie in cui uno avrebbe voluto conquistarsi una scrivania.
Non a caso, quando rifiutai come primo lavoro un posticino da apprendista copy (con tanto di rimborso spese di ben centomila lire mensili) alla Cato Johnson, che era un po' la sua portineria, per andare in campagna ad allevare cavalli, non pochi mi diedero serenamente del pirla.

Anche per questo mi sono convinto che la Young&Rubicam abbia da tempo cambiato gestione senza mettere il cartello, come succede in certe pizzerie che ti piacciono in cui improvvisamente tutto cambia in peggio, dalle facce dei camerieri a quella della quattro formaggi. Ti senti tradito, guardi la nuova insegna Piedigrotta  e scopri che hanno peggiorato pure quella e decidi di non andarci più.

Sono sicuro che ai tempi dei pizzaioli di una volta nessuno si sarebbe sognato di portare in tavola una fetenzia come il Concorsone Danone.
Invece quelli di oggi, dopo averci straziato lungo tutta la gamma di prodotti in vasetto o flaconcino della rinomata yogourteria francese con i gonfiori di panza della Marcuzzi, gli esilaranti siparietti della famiglia Ciroferrara, le difese naturali di Carlo Conti (purtroppo non -da- Carlo Conti), le acque della Stefanenko e, cosa ben più grave, dopo aver ridotto un mito dei maschi italiani quale Stefania Sandrelli alla grottesca immagine di una goffa signora pettinata come Chewbacca che si chiede se avrà assunto abbastanza calcio, oggi ci servono sul piatto un bel "we are the world" della testimonieria, per l'occasione capeggiato dall'immarcescibile Carrà, capace di riconciliarci, per finezza e originalità, con il palinsesto delle tv locali albanesi.
Troppo anche per Little Tony che, avrete notato, non fa più parte della sciagurata compagnia. C'è un limite a tutto, persino alla monnezza, persino quando la chiami trash per coprirne il tanfo.